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Roma, 18 dicembre 2001.
COMUNICATO STAMPA
LA STATUA DI PASQUINO E’ L’ULTIMA SPERANZA PER SALVARE LA RICERCA
L’Adi consegna le undicimila firme in calce all’appello al Governo
Una grande “pasquinata” in favore della ricerca scientifica. La organizza l’Adi, Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani mercoledì 19 dicembre, alle ore 12 davanti alla statua di Pasquino a Roma (in piazza del Pasquino).
I giovani ricercatori sono ormai disperati e non sanno più a che santo votarsi. Il Governo ed il Parlamento fanno orecchi da mercante: l’Adi ha dunque deciso di consegnare le undicimila firme raccolte in calce al proprio appello contro i tagli contenuti nella Finanziaria, alla più famosa delle “statue parlanti” di Roma, quella di Pasquino.
L’appello per cui l’Adi ha raccolto più di undicimila firme, è reperibile nel sito dell’Associazione, al link http://www.dottorato.it/appellogiovaniricercatori/index.html. Nell’appello i giovani ricercatori chiedono “non solo che dalla Legge Finanziaria vengano eliminate tutte le proposte di tagli alla spesa per il sistema dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica”, ma anche “un investimento politico forte in questo settore strategico da parte del Governo”.
“Speriamo che almeno Pasquino ci sappia ascoltare”, ha commentato sconsolata la presidente dell’Adi, Marta Rapallini.
Attraverso le cosiddette “statue parlanti” i romani si sono sempre opposti con le armi dell’umorismo all'arroganza e alla corruzione delle classi dominanti. Fin dagli inizi del XVI secolo, i romani usavano i piedistalli di queste statue, che sorgevano in luoghi ben frequentati della città, per affiggervi nottetempo cartelli o poesiole satiriche in maniera che la mattina seguente chiunque potesse leggerli, prima che fossero rimossi dalle guardie.
Gli autori dei componimenti polemici ed ironici, ovviamente, rimanevano sempre ignoti. La più famosa fra queste statue era Pasquino, all’angolo di Palazzo Braschi nei pressi di Piazza Navona. In realtà la statua risale ai tempi di Domiziano, ma prese presto il nome di Pasquino probabilmente da Mastro Pasquino, un arguto commerciante della zona. La tradizione delle statue che dicevano quello che il popolo non poteva dire durò fino allo scorso secolo, e le burle contenute nei cartelli presero il nome di “pasquinate”.
“A partire dalla Roma papale, Pasquino ha dato voce per secoli allo spirito caustico e motteggiatore dei romani, sferzando, con sonetti arguti e con satire divenute famose, la vita e i costumi, soprattutto dei potenti”, afferma Flaminia Saccà, segretario nazionale Adi. “Parafrasando una delle più celebri pasquinate si potrebbe quasi sostenere che per la ricerca quod non fecerunt barbari, fecerunt Berlusconi. Come se all'Italia non bastasse essere già il fanalino di coda dell'Europa (con lo 0.6% degli investimenti pubblici in ricerca), oggi arrivano anche i tagli. Anziché colmare un divario, lo si accresce, a danno della competitività internazionale e incoraggiando la fuga dei cervelli”.
Anche oggi i politici italiani hanno forse bisogno dell’ironia per ascoltare le richieste che giungono dal mondo della ricerca e dall’opinione pubblica per aumentare i finanziamenti e l’attenzione verso la ricerca scientifica. Il Parlamento non ha accolto nessuno degli emendamenti alla Finanziaria che miravano sia a ridare fiato alla ricerca con maggiori finanziamenti sia a togliere il blocco delle assunzioni negli enti pubblici di ricerca.
Questo il testo del sonetto che l’Adi appenderà al collo di Pasquino mercoledì: è stato composto da Augusto Palombini, dottorando in africanistica presso l'Istituto Orientale di Napoli.
Cent'anni doppo...
er punto è sempre quello!
Ogni cervello che nun
è emigrato
'sta Finanziaria già
l'ha sotterato:
solo ai comizzi er genio
è granne e bello...
Che fa' er
Governo ar giovane scienziato?
Nemmanco s'è degnato
de vedello!
"Sarà l'Impresa
- dice - a sostenello!"
Dice l'Impresa: "Te
lo sei sognato!!?!"
Ma sì! Sarà
er mercato a dà la spinta
a teorici e umanisti,
sissignore!
Tajamo i fondi, ché
la guera è vinta!
Ma un museo
lo faranno (sull'onore!),
ce starà er teschio
d'una razza estinta
che un giorno se chiamò
“ricercatore".

La statua di Pasquino a Roma
Nota: Al sito http://www.dottorato.it/cervelliinfuga/cartellastampa/index.html sono reperibili alcuni dei documenti prodotti dall’Adi.
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