Uffico Stampa ADI

Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani


"Gran duol mi prese al cor quando lo 'ntesi,
però che gente di molto valore conobbi
che 'n quel limbo eran sospesi"
(Dante Alighieri, Divina Commedia,
Inferno Canto IV)

Associazione Dottorandi e
Dottori di Ricerca 
Italiani

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Per contatti : Dott.ssa Flaminia Saccà, Segretario nazionale ADI, Dip. di Sociologia,

Università “La Sapienza” di Roma, c/o V.le Liegi 52, 00198 Roma.  Cell. 339-8337742, e-mail: segretario@dottorato.it

 

INCONTRO ALLA CAMERA ORGANIZZATO DALL’ASSOCIAZIONE DOTTORANDI

 

CERVELLI IN FUGA: CAUSE, EFFETTI, PROPOSTE

 

Non si placa l’onda lunga suscitata dalla pubblicazione del libro Cervelli in fuga, a cura dell’Adi, Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani, pubblicato lo scorso giugno dalla casa editrice Avverbi, e già giunto, nonostante l’estate, alla seconda edizione.

Giovedì 11 ottobre alle ore 15.30, presso la Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati in Vicolo Valdina 3 a Roma, l’Adi organizza infatti un nuovo incontro dal titolo “Cervelli in fuga: cause, effetti, proposte”. Il convegno, moderato dal giornalista Giovanni Caprara (Corriere della Sera), vedrà la partecipazione di numerosi deputati e membri della Commissione Cultura, nonché di esponenti dei maggiori enti di ricerca pubblica e dei rappresentanti politici dei diversi schieramenti. Interverrà anche Annibale Puca, il ricercatore napoletano ora a Boston, divenuto famoso per i suoi studi sui meccanismi che regolano la longevità. Parlerà della sua personale esperienza  di “cervello fuggito”.

“La fuga dei cervelli è senza dubbio un sintomo del malessere più generale del mondo della ricerca e dell’università in Italia”, afferma Augusto Palombini, curatore del libro. “Emerge sempre più chiara e urgente la necessità per il reclutamento dei ricercatori e dei docenti di criteri più equi e cristallini, condivisi da tutto il mondo della ricerca”.

Attualmente il nostro Paese vanta solo la metà percentuale di investimenti in ricerca e sviluppo e di impiego di personale impegnato nel settore rispetto agli altri Paesi europei. La mancanza di risorse e di prospettive induce spesso i giovani ricercatori italiani a cercare migliori opportunità all’estero, trasferendo il proprio capitale di risorse umane fuori dall’Italia.

Il premio Nobel americano per la fisica Burton Richter nella introduzione al libro chiarisce questo concetto: “è un dato ben documentato che nelle nazioni avanzate metà o più della crescita economica proviene dalle nuove tecnologie basate sulla ricerca scientifica. […] L’Italia deve decidere il ruolo che vorrà ricoprire tra dieci o venti anni. Certamente dovrà mantenere la sua cultura, la sua arte e la posizione di capitale del design nel mondo. Ma dovrebbe anche decidere di investire nelle persone, nella scienza e nella tecnologia che le sono necessarie come fondamenta dello sviluppo economico”.

Il tema dei “cervelli in fuga” coinvolge nondimeno anche dei risvolti assai più personali ed umani, relativi alle traversie dei molti giovani ricercatori che sono costretti ad abbandonare il proprio paese in cerca di fortuna. Il libro raccoglie alcune di queste storie, che meglio di ogni saggio o inchiesta, sanno trasmettere ai lettori il senso di frustrazione per le tante occasioni mancate.

“Il nostro libro può rappresentare l’occasione per promuovere una riflessione sugli aspetti positivi e su quelli negativi del nostro sistema di formazione”, dichiara Flaminia Saccà, segretario nazionale dell’Adi. “Soprattutto in un clima in cui si sta discutendo con toni spesso discordi l’articolazione della formazione post lauream in Italia. Questa iniziativa è un’occasione di approfondimento e di confronto sul tema della ricerca: non dimentichiamo che l’Italia è oggi il fanalino di coda dei Paesi europei, con solo l’1,03% del PIL investito in ricerca e sviluppo, con un progressivo invecchiamento della forza docente e con una circolazione dei cervelli pressoché inesistente. “

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