"Gran duol mi prese al cor quando lo 'ntesi,
però che gente di molto valore conobbi
che 'n quel limbo eran sospesi"
(Dante Alighieri, Divina Commedia,
Inferno Canto IV)

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Roma, 12 ottobre 2001.

COMUNICATO STAMPA N. 3

FUGA DEI CERVELLI: MIGLIORARE LA RICERCA PRIMA DI TUTTO

Numerosi gli ospiti presenti all'incontro organizzato dall'Associazione dottorandi e dottori di ricerca (Adi) tenutosi ieri presso la Sala del Cenacolo della Camera a Roma. Ricco il dibattito che si è sviluppato. "Un'occasione seria di discussione che speriamo possa essere ripresa in futuro", come ha auspicato il presidente Adi, Marta Rapallini.

Dopo la presentazione del libro Cervelli in fuga, il curatore Augusto Palombini ha sottolineato la differenza che passa fra la circolazione dei cervelli ("una scelta da incoraggiare", ha affermato) e la fuga, "sintomo di un malessere più generale del nostro sistema di ricerca". Il genetista Annibale Puca, un illustre "cervello fuggito" presente all'incontro, ha sottolineato le diverse modalità di lavoro nelle università americane, ricordando in particolare la possibilità di dedicare il 20% del tempo ad attività all'esterno delle università per facilitare la nascita di spin-off.

Flaminia Saccà, segretario nazionale Adi, ha sottolineato che è la mancanza di investimenti in ricerca e sviluppo il principale male. Nella lettera aperta al presidente Berlusconi, presentata ai giornalisti, il segretario ha chiesto al governo di "dare un segnale forte di investimento in ricerca e sviluppo, due concetti che non possono più essere separati in un paese che voglia dirsi tecnologicamente avanzato e sempre più basato sulla conoscenza". Ha inoltre parlato della necessità di introdurre criteri di selezione realmente meritocratici auspicando che "le professionalità acquisite dai dottori di ricerca e i meriti scientifici vengano davvero valorizzati sia nelle istituzioni pubbliche sia in quelle private".

La senatrice Maria Grazia Siliquini, sottosegretario al Ministero dell'istruzione, università e ricerca, intervenuta a nome del governo, ha ricordato come "il tema della qualità e dell'efficienza della formazione e della ricerca scientifica siano prioritarie per le prospettive del nostro Paese" . Ha espresso inoltre l'intenzione del governo, entro il termine della legislatura, di portare la spesa per ricerca al 2% del Pil, come previsto dal Piano nazionale della ricerca approvato dal governo precedente, anche se ha lamentato le difficoltà economiche legate alla situazione internazionale. Ha infine espresso l'intenzione di favorire, anche tramite la de-fiscalizzazione, l'investimento privato nella ricerca scientifica, dicendosi certa che sarà il miglioramento delle condizioni economiche a trascinare la spesa per la ricerca. A proposito delle proposte di legge per la promozione ope legis di alcune categorie ai ruoli della ricerca ha assicurato che non saranno appoggiate dal governo.

Andrea Ranieri, intervenuto a nome della Cgil, si è detto contrario ad una impostazione di tipo "assistenziale". "Non è l'imprenditoria che aiuta la ricerca, ma la ricerca che aiuta lo sviluppo e genera imprenditoria", ha affermato, sottolineando l'alto tasso di invecchiamento nel mondo dell'università.

L'ex sottosegretario al Ministero dell'università e ricerca, Luciano Guerzoni, ha ricordato il provvedimento del governo precedente (il cosiddetto brain buster), affermando che sono già pervenute più di 200 domande. Riguardo alla ricerca pubblica, ha ricordato come l'85% dell'impresa in Italia è costituito da piccole imprese che non possono investire in ricerca. "All'estero i paesi dove è forte il privato sono quelli dove forte è l'investimento pubblico", ha sostenuto.

Il professor Capogrossi, del Cnr, ha affermato di aver molto apprezzato il libro dell'Adi che ha il pregio di aver contribuito a portare all'attenzione del pubblico i problemi della ricerca in Italia. Ha inoltre criticato la creazione di università private utilizzando il personale docente delle università pubbliche ed ha auspicato che i fondi pubblici siano destinati alla ricerca e all'università pubblica. Il professor Luciano Pietronero, dell'Istituto nazionale di fisica della materia, ha sostenuto che sarà la competitività del sistema della ricerca a spingere certamente verso una migliore qualità. Il professor Piccozza, dell'Istituto nazionale di fisica nucleare ha detto che "la meritocrazia è una necessità", ma ha lamentato che con scarse risorse è impossibile attuarla.

Fulvio Uggeri, in rappresentanza della Confindustria, ha ricordato come la scarsa attenzione verso la ricerca caratterizzi sia l'opinione pubblica che le istituzioni e come le scelte valide abbiano una ricaduta in termini elettorali per i politici ed economici per le aziende.

Secondo Paolo Bonifazi, che ha parlato per Alleanza Nazionale, è necessario un cambio culturale e non solo più risorse, e inoltre la flessibilità è parte di questo cambiamento. Ha poi auspicato la creazione di un sistema normativo che "costringa" gli addetti a privilegiare realmente la responsabilità e la meritocrazia.

Flaminia Saccà, al termine dell'incontro si è mostrata soddisfatta per il dibattito che si è sviluppato. "Siamo contenti di aver finalmente individuato un interlocutore per il Ministero", ha affermato, "soprattutto perché la senatrice Siliquini si è mostrata sensibile al tema della qualità e della meritocrazia. Molto meno soddisfatti ci sentiamo per le promesse su investimenti in ricerca solo proiettati nel futuro e non corroborati al momento da alcuna iniziativa concreta. Il varo della manovra finanziaria ci sembrava un'ottima occasione per dare un segnale forte. Un segnale che, almeno fino ad oggi, non si è voluto lanciare".

Ma i primi risultati dell'incontro non tardano a farsi sentire: proprio oggi i deputati Ruzzante, Violante, Filippeschi e Grignaffini hanno presentato alla Camera una interrogazione parlamentare per sapere "se il Governo abbia previsto la possibilità di programmare annualmente, su un tema specifico, una conferenza alla quale invitare tutti i ricercatori italiani, compresi coloro che operano all'estero, al fine di migliorare la qualità della nostra ricerca scientifica e al fine di mantenere un legame con i nostri connazionali impegnati all'estero in questo campo e con l'obiettivo di ridurre il fenomeno di emigrazione presentando concreti progetti di investimenti per il rientro dei nostri ricercatori; quali interventi il Governo intenda programmare per rilanciare gli investimenti nel campo della ricerca; quali iniziative sono previste per ridurre sensibilmente il fenomeno dei "cervelli in fuga"."

Nota: il materiale relativo all'incontro sarà reso disponibile sul sito http://www.cervelliinfuga.it/  

 

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