Rassegna degli eventi legati alla problematica della fuga dei cervelli,
sorti attorno all'attività dell'ADI ed al libro.
"Cervelli in fuga. Storie di menti italiane fuggite all'estero"
Roma 22 giugno 2001
Centro Congressi dell'Università di Roma "La Sapienza"
Via Salaria 113 - Roma
Alle ore 10,30 Marta Rapallini (Presidente ADI) ha rivolto un saluto ai
partecipanti presentando l'associazione e le sue finalita'. Ha
ripercorso brevemente i risultati raggiunti fino ad oggi e la posizione
che l'associazione ha nei confronti delle realta' in cui operano
dottorandi e dottori di ricerca, sia all'interno dell'Universita' sia
nell'ambito del mondoo economico e produttivo. Durante la breve
introduzione sono stati ricordati le iniziative dell'ADI, portate avanti
dai gruppi di lavoro nei quali l'associazione è strutturata, mirate a a
promuovere l'inserimento dei dottori di ircerca, in qualita' di
professionisti della ricerca, nel mondo della scuola superiore, nella
pubblica amministrazione, nelle aziende e nelle istituzioni pubbliche.
Piero Angela (Rai), nell'introdurre alla tematica della fuga delle
intelligenze italiane all'estero, ha ricordato l'importanza della
ricerca
per lo sviluppo di un paese moderno ed in particolare della valutazione
della qualità del lavoro del ricercatore, soffermandosi nella
paradossale
considerazione che in Italia la valutazione della qualita' dei
professionisti si faccia solo nel mondo del calcio, dove sono pochi i
casi
di inettitudine che la fanno franca.
Ha auspicato che associazioni come l'ADI servano da pungolo al mondo
politico per ricordare il ruolo della scienza nel migliorare la vita di
ogni
giorno.
Agusto Palombini (curatore del libro): nella sua relazione dal titolo
"La
fuga dei cervelli e l'ultimo trentennio di politiche della ricerca:
galleria
di menti e di memorie", ha parlato delle condizioni nelle quali e' nata
l'idea del libro ed ha raccontato alcuni episodi contenuti nel libro e
la sua esperienza nel portare avanti questa iniziativaFlaminia Sacca' (Segretario nazionale ADI): ha affrontato il problema delle condizioni dellaGuido Germano (cervello fuggito): "Per qualche dollaro in più" hasaldo negativo dei cervelli per l'Italia (escono piu` ricercatori di
parlato del
quanti ne entrino), e` riconducibile soprattutto alla scarsita` dei
finanziamenti, che si manifesta sia negli stipendi che nei fondi di ricerca.
Un neodottore di ricerca precario guadagna
15-30 milioni lordi l'anno in Italia, circa 70 nel Regno Unito, e quasi
100 in Germania e negli USA (ovviamente un confronto accurato dovrebbe
tenere conto anche delle differenze nei regimi fiscali e nel costo della
vita).
Il divario diminuisce con la progressione di carriera, cioe` in Italia
sono svantaggiati particolarmente i giovani ricercatori, che guadagnano
meno di un quarto di un professore ordinario, mentre all'estero spesso
la meta`. Inoltre all'estero si e` dipendenti degli enti di ricerca,
seppure a tempo determinato, e non borsisti o assegnisti.
formazione alla ricerca in Italia, sottolineando con dati e statistiche la precarieta' delle condizioni di lavoro di dottorandi e giovani ricercatori.
Nel corso della tavola rotonda si sono susseguiti gli interventi di:
Andrea Ranieri (CGIL- Formazione e Ricerca)
Prof. Pallotta (delegato del sen. Gugielmo Castagnetti responsabile
Ricerca Forza Italia)
Luciano Guerzoni (ex Sottosegretario all'Università del MURST)
Paolo Bonifazi (Responsabile Ricerca di Alleanza Nazionale)
Cristiano Violani (Comitati Universitari dell'Ulivo)
Dott. Fulvio Uggeri (Gruppo Ricerca e Innovazione di Confindustria)
Dott. Sergio Luciano (Direttore de "Il Nuovo.it")
Prof. Geraldi (delegato CISL)
Dott. Sveva Avveduto ( CNR)
On. Umberto Marroni (Consigliere comunale Comune di Roma)
Rocco Rizzo (Rappr. dei dottorandi nel Consiglio Nazionale degli
Studenti Universitari)
Francesco Sinopoli (Segretari Generale Unione degli Universitari)
Infine, nonostanta l'ora tarda, sono state poste ai relatori alcune
domande da parte dei nostri soci. Sono intervenuti Leonardo Gualtireri
(Coord. ADI-Postdoc), Roberto Aringhieri, Luca Tancredi Barone,
Alessandro Bianchi e il vice-Presidente
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